Il budino è un dolce semplice e delizioso che si prepara con latte, zucchero, amido e aromi. Ma da dove viene questa golosità e come si è diffusa? Il termine budino deriva dal latino botellus, che significa “budello” o “salsiccia”. Infatti, i primi budini erano delle preparazioni salate a base di carne o pesce tritate e cotte in involucri di budella animali. Queste ricette risalgono all’antichità e si ritrovano in diverse culture, da quella romana a quella araba.
Nel Medioevo, i budini salati si sono diffusi in tutta Europa. Si usavano anche frutta secca, spezie, miele e pane raffermo per arricchirne il ripieno. Alcuni esempi sono il black pudding, a base di sangue di maiale e l’haggis scozzese, a base di interiora di pecora. Nel Rinascimento, i budini hanno iniziato ad assumere una forma decisamente più dolce e cremosa, grazie sia all’uso di latte, uova e zucchero che a nuovi ingredienti provenienti dalle Americhe, come il cacao, la vaniglia e il mais.
Questi budini si cuocevano in stampi di ceramica o metallo e si servivano freddi o tiepidi. Nel XVIII secolo, i budini si sono ulteriormente evoluti, divenendo più raffinati e ricercati, grazie all’influenza della pasticceria francese. Si sperimentarono nuove tecniche di cottura, come il bagnomaria, il forno a vapore e nuove varietà di budini, come la bavarese e la charlotte.
Questi budini erano spesso decorati con frutta fresca, panna montata o caramello. Nel XX secolo, i budini si sono infine adattati ai gusti moderni e alle esigenze pratiche, grazie alla diffusione di prodotti industriali come le polveri istantanee per prepararli in pochi minuti. Sono nate nuove varianti dietetiche o vegane dei budini tradizionali, usando latte vegetale, dolcificanti naturali o addensanti vegetali.