L’anguilla affumicata è una specialità gastronomica che si ottiene dalla lavorazione dell’anguilla, un pesce d’acqua dolce dalla forma allungata e dalla carne saporita. L’affumicatura è un metodo di conservazione che consiste nell’esporre il cibo al fumo di legno, erbe o spezie, conferendo un aroma e un colore caratteristici. Tra le caratteristiche principali dell’anguilla affumicata c’è il colore: l’anguilla affumicata ha una tonalità brunastra o dorata, con riflessi rossastri o arancioni.
La pelle deve essere lucida e non appiccicosa. L’anguilla affumicata ha un profumo intenso e gradevole, che ricorda il fumo di legna. L’odore non deve essere acido, rancido o sgradevole. Questo pesce, poi, ha un sapore delicato e leggermente dolce, con una nota – appunto – affumicata. La carne deve essere morbida, succosa e non secca. La consistenza deve essere soda e compatta, con una grana fine e omogenea. La carne deve staccarsi facilmente dalle lische.
Scegliere un’anguilla affumicata fresca e di qualità è il primo step per la corretta riuscita di questa ricetta. Il pesce deve provenire da allevamenti controllati e certificati, che rispettino le norme igienico-sanitarie e ambientali. Anche un’attenta conservazione del prodotto ha la sua importanza.
In generale, si consiglia di consumarla entro 10 giorni dalla data di produzione, se conservata in frigorifero a una temperatura tra 0 e 4 °C, o entro 3 mesi, se conservata in freezer a una temperatura inferiore a -18 °C. Osservate bene il prodotto prima di acquistarlo. L’anguilla affumicata deve avere un aspetto invitante, senza segni di muffa, ossidazione o alterazione.
Se confezionata, verificate che la confezione sia integra e ben sigillata, senza perdite di liquido o aria. La ricetta che vi proponiamo è un secondo a base di pesce insolito e raffinato, perfetto per quando avete voglia di qualcosa di diverso dal solito.