Arancini di riso

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INGREDIENTI

  • 400 g di riso
  • 1 cipolla piccola tritata
  • 25 g di burro
  • 3/4 di lt di brodo
  • ½ bicchiere di vino bianco secco
  • 2 bustine di zafferano
  • 20 g di Parmigiano Reggiano
  • 1 uovo sbattuto
  • pangrattato q.b.; Per il ripieno: 200 g di mozzarella (oppure solo 250 g di scamorza)
  • 100 g di pomodori pelati
  • sale q.b.

Gli arancini di riso siciliani sembrano trarre la loro origine più plausibile dall’epoca dell’occupazione araba, che si estese dal IX all’XI secolo. In quei tempi antichi, gli Arabi avevano la consuetudine di creare delle minuscole sfere di riso profumato al saffron, abilmente amalgamate con la succulenta carne d’agnello. È a loro che viene attribuita l’ingegnosa invenzione degli arancini, i quali successivamente si sono conformati alle preferenze culinarie e alle usanze dell’Italia.

In tempi attuali, un’ardua controversia permane riguardo alla denominazione originale degli arancini di riso siciliani. A Palermo e nelle città adiacenti, queste deliziose prelibatezze sono chiamate “arancina”, un appellativo che trae origine dalla loro caratteristica forma sferica, che evoca la figura di un’arancia matura.

Invece, a Catania, si predilige il termine “arancino”, in virtù della sua forma leggermente più allungata, un simbolo suggestivo dell’Etna, il vulcano maestoso.

L’Accademia della Crusca ha recentemente espresso una posizione favorevole a Palermo in questa disputa, ma sembra che la contesa sia destinata a perdurare nel tempo. Tuttavia, una cosa su cui tutti sembrano concordare è l’associazione di questi deliziosi bocconcini con il frutto dell’arancia. Il frutto è da sempre emblema della Sicilia e ha lo stesso vibrante colore degli arancini.

PREPARAZIONE

  1. In una casseruola fate imbiondire la cipolla nel burro.
  2. Versate il riso, mescolate ed aggiungete gradatamente il brodo, man mano che il riso si asciuga.
  3. A metà cottura aggiungete il vino bianco.
  4. A fine cottura incorporate lo zafferano sciolto in un po’ di brodo e il Parmigiano Reggiano aggiustando di sale.
  5. Togliete dal fuoco, unite l’uovo, il pan grattato e mescolate bene; lasciate raffreddare mescolando ogni tanto.
  6. Per il ripieno: tagliate a dadini la mozzarella ed i pomodori, scolate bene e salate a piacere.
  7. Formate le palle di riso di media grandezza e inserite al centro il ripieno, passatele nel pan grattato e friggetele in abbondante olio bollente.

3 Cuochi Consiglia

Conservare gli arancini di riso in modo corretto è importante quando non è possibile consumarli immediatamente. Solo seguendo un procedimento specifico è infatti possibile preservarne il sapore e la freschezza.

Dopo la cottura, lasciate raffreddare gli arancini a temperatura ambiente per circa mezz’ora. Una volta raffreddati, trasferite gli arancini nel frigorifero. Poneteli in un contenitore ermetico o avvolgili saldamente in pellicola trasparente o alluminio. Fate attenzione che siano ben sigillati per evitare l’essiccazione.

Gli arancini di riso sono migliori quando sono freschi, quindi cercate di consumarli entro 2-3 giorni dalla loro preparazione per garantire la massima qualità. Se non prevedete di consumarli a breve, suggeriamo di congelarli. In questo caso, avvolgeteli individualmente in pellicola trasparente o alluminio e metteteli in un sacchetto per il congelatore. Possono essere conservati nel congelatore per circa 1-2 mesi.

Per scongelarli, trasferiteli in frigorifero durante la notte e poi riscaldateli in forno per ripristinare la loro croccantezza. Per riscaldare gli arancini, evitate però il forno a microonde poiché potrebbe renderli molli. Il metodo migliore è preriscaldare il forno a circa 180°C, posizionare gli arancini su una teglia e cuocerli per 10-15 minuti o fino a quando sono ben riscaldati e croccanti.

Un importante consiglio da tenere presente riguarda la gestione dell’olio utilizzato per friggere gli arancini. È fondamentale evitare il riutilizzo dell’olio per più cicli di frittura, poiché questo comporterebbe diverse conseguenze negative che potrebbero compromettere la qualità degli arancini.

Innanzitutto, riutilizzare lo stesso olio per diverse fritture può causare l’accumulo di residui alimentari e particelle residue nell’olio stesso. Questi residui possono contribuire alla formazione di sapori sgradevoli e odori indesiderati, che influenzerebbero negativamente il sapore degli arancini e di qualsiasi altra cosa si frigga successivamente.

Inoltre, l’olio riscaldato ripetutamente subisce processi di ossidazione che possono renderlo rancido. L’olio rancido non solo influisce negativamente sul sapore degli alimenti, ma può anche essere dannoso per la salute, poiché i composti dannosi possono accumularsi nell’olio durante il riutilizzo.

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Lo Sapevi Che

Quando gustate un piatto che contiene zafferano di alta qualità, ci si aspetta che abbia un colore giallo intenso, aromi ricchi e un profumo fragrante. Se il piatto è semplicemente molto giallo ma manca di profumo e sapore, è lecito avanzare dei dubbi sulla genuinità del prodotto. È possibile che siano stati aggiunti semplicemente coloranti artificiali o che il prodotto stesso sia di bassa qualità.

Lo Sapevi Che

La polvere di zafferano ha una resa maggiore rispetto ai pistilli perché a parità di peso dà un aroma ed un profumo 2 volte maggiore e colora ben 4 volte in più rispetto al filo. Proprio per questo motivo, utilizzare la polvere di zafferano quando si cucina è di certo una splendida idea e permette di ottenere risultati magnifici.

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