Il flan è un piatto a base di uova e latte, cotto al forno a bagnomaria in uno stampo. Il nome deriva dal francese flan, che a sua volta viene dal latino flado, che significa torta, crostata o focaccia. La ricetta risale già al Medioevo, quando era diffuso in tutta Europa e veniva preparato sia in versione dolce che salata, con l’aggiunta di ingredienti come frutta, verdura, formaggio, carne o pesce. La domanda che sorge spontanea, quando si parla di flan, è relativa alle differenze con il soufflé e lo sformato.
Il flan ha una consistenza morbida e cremosa, mentre il soufflé è più soffice e gonfio, grazie all’uso di albumi montati a neve. Lo sformato invece è più compatto e asciutto, perché contiene farina e/o pangrattato nella sua preparazione. Il flan, inoltre, si cuoce sempre a bagnomaria, mentre il soufflé e lo sformato si cuociono direttamente in forno, a temperatura più elevata. Il flan si sforma dopo la cottura e può essere servito “nudo”, mentre il soufflé e lo sformato si servono nello stampo in cui sono cotti, in quanto tendono a sgonfiarsi una volta tolti dal forno.
Il flan può essere mangiato sia caldo che freddo, mentre il soufflé va servito appena sfornato, altrimenti perde la sua caratteristica consistenza e anche il gusto ne risente. Lo sformato, invece, può essere consumato tiepido o freddo. Il flan, poi, può essere dolce o salato. La differenza sta negli ingredienti che si aggiungono alla base di uova e latte.
Il flan dolce può essere aromatizzato con vaniglia, limone, arancia, cioccolato o caffè, e può essere accompagnato da una salsa di caramello, cioccolato o frutta. Il flan salato, invece, può essere arricchito con verdure come carote, zucchine, spinaci o asparagi, formaggi come parmigiano, pecorino o gorgonzola. E ancora: prosciutto, speck o salmone. Il flan salato può essere servito come antipasto, secondo piatto, per un aperitivo o per il brunch della domenica, come nella ricetta che stiamo per proporvi.