Le prime tracce di ricette che suggeriscono l’utilizzo di patate lesse nella preparazione degli gnocchi iniziarono a emergere nel periodo successivo alla seconda metà del Settecento. Questo avvenne in un momento storico in cui le patate divennero un ingrediente fondamentale nella dieta delle classi più umili. La ragione di questo cambiamento radicava in una drammatica carestia che colpì il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli nel biennio 1763-1764, simile a quanto era avvenuto in Irlanda qualche anno prima.
Questo periodo di scarsità alimentare portò a un diffuso fenomeno di speculazione. Ovviamente portò un aumento significativo dei prezzi dei cereali e una crescente fame tra le popolazioni colpite. In questa difficile situazione, le patate divennero una sorta di “pane” alternativo per i meno abbienti. Iniziarono ad essere aggiunte nelle farine utilizzate non solo per la preparazione del pane ma anche per la creazione di altri piatti.
Pertanto, nel corso del Settecento, cominciarono ad apparire nei libri di cucina menzioni delle patate lessate come ingrediente principale negli gnocchi. In queste ricette, le patate lessate si univano ad altri elementi come tuorli d’uovo, panna, prezzemolo, ricotta, burro o strutto per formare l’impasto degli gnocchi. Tuttavia, la ricetta degli gnocchi, come la conosciamo oggi, fu perfezionata e codificata da Pellegrino Artusi.
Al giorno d’oggi, gli gnocchi di patate si possono gustare in tanti modi differenti. Con un po’ di fantasia è possibile realizzare tante ricette originali. Gli gnocchi allo zafferano con radicchio trevisano sono una ricetta molto semplice che unisce diversi sapori che si sposano alla perfezione. Oltre allo zafferano, un altro ingrediente chiave di questa ricetta è il radicchio trevisano. Il radicchio trevisano ha una forma allungata e foglie rosso intenso che si accostano a una leggera amarezza. Questo sapore unico si sposa perfettamente con la dolcezza dello zafferano, creando un equilibrio di sapori.