È amaro, come suggerisce il nome, ma rende l’ora dell’aperitivo decisamente più cool. Il bitter si può bere liscio o mixare a decine di altri ingredienti per preparare dei veri cocktail d’autore. Nasce in Italia come medicina, ma nella seconda metà del XIX secolo arriva la svolta: diventa di gran moda come aperitivo, termine – quest’ultimo – che viene dal latino aperitivus e significa “che apre le vie per l’eliminazione”.
Protagonista nella sua funzione di apri-pasto, il bitter si differenzia dall’amaro vero e proprio, la cui funzione principale – invece – è favorire la digestione e dal gusto più strong, per via della gradazione alcolica decisamente più alta. Venezia e Milano sono le due capitali italiane del bitter. Campari, Aperol e Martini sono probabilmente i marchi più conosciuti, ma i veri intenditori ne sapranno elencare almeno altri dieci, a riprova del fatto che si tratta di un drink tutt’altro che banale.
La ricetta che stiamo per proporvi è stata definita, dai mixologist più esperti, “un signature cocktail dedicato alla città in cui la movida è da sempre protagonista”. Un cocktail con un tocco healthy: grazie alle sue rinomate proprietà, infatti, lo zafferano favorisce la digestione e la riattivazione del metabolismo. Non a caso è presente in molti liquori con proprietà digestive. Buon divertimento!