Se siete amanti della pasta fresca all’uovo, probabilmente vi sarete chiesti – più di una volta – quali sono le principali differenze tra pappardelle, fettuccine e tagliatelle. Si tratta di tre formati di pasta molto simili tra loro. Ma hanno comunque delle caratteristiche distintive che ne influenzano il sapore, la consistenza e l’abbinamento con i condimenti. La proporzione degli ingredienti può variare in base alle tradizioni regionali o alle abitudini casalinghe, ma in genere si usa un uovo intero ogni 100 grammi di farina.
La sfoglia deve essere tirata sottile con il matterello – o con la macchina per la pasta – e poi tagliata a mano o con l’apposito attrezzo. Le paste fresche all’uovo hanno una cottura breve, di pochi minuti, in abbondante acqua salata. La principale differenza tra pappardelle, fettuccine e tagliatelle è la larghezza delle strisce. Le pappardelle sono le più larghe: in genere hanno una larghezza superiore al centimetro. Sono tipiche della Toscana e dell’Emilia-Romagna. Si abbinano bene a sughi ricchi e saporiti, come quelli a base di funghi, selvaggina, ragù o salsiccia.
Le tagliatelle sono più strette delle pappardelle, devono avere una larghezza tra i 6 e i 10 millimetri. Sono la pasta simbolo di Bologna, dove esiste anche una misura ufficiale: 7 millimetri da crude e 8 da cotte. Si accompagnano tradizionalmente al ragù alla bolognese, ma anche al tartufo o alla panna. Le fettuccine, infine, sono ancora più strette e hanno in genere una larghezza compresa tra i 3 e i 5 millimetri. Sono originarie del Lazio, ma diffuse anche in altre regioni del Centro Italia e si prestano, anche in questo caso, a condimenti vari, come quelli a base di carne, pesce, verdure o formaggi.