Il Pecorino Sardo è uno dei più antichi formaggi della Sardegna e può vantare una storia che si estende profondamente nel passato, risalendo ai tempi dell’antica popolazione nuragica. Questa popolazione si dedicava prevalentemente all’allevamento degli ovini anziché all’agricoltura.
Durante l’era dei Cartaginesi e successivamente dei Romani, la Sardegna divenne un importante centro di produzione di grano nel Mediterraneo. Questo cambiamento portò alla conversione di molte terre boschive in terreni coltivati a grano, ma nonostante ciò, il pascolo rimase una parte fondamentale dell’economia dell’isola. Grazie alle condizioni ambientali e climatiche uniche dell’isola, i pascoli naturali, ricoperti da una varietà di vegetazione cespugliosa, rimasero una fonte essenziale di alimentazione per gli ovini che venivano allevati in Sardegna.
Le prime informazioni storiche dettagliate sulle antiche origini del Pecorino Sardo DOP risalgono alla fine del XVIII secolo. I formaggi di allora avevano nomi come i “Bianchi”, i “Rossi Fini”, gli “Affumicati”, la “Fresa” e lo “Spiatatu”. Tra questi, il “Rosso Fino” e l'”Affumicato” possono essere considerati i precursori del Pecorino Sardo. Questi formaggi venivano prodotti utilizzando latte crudo o latte riscaldato con pietre arroventate immerse nel latte a questo scopo.
Con il passare dei secoli, le tecniche di lavorazione si sono evolute e la saggezza tramandata dalla tradizione si è mescolata con nuove e innovative pratiche di trasformazione. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, sono emersi nuovi metodi di produzione. In particolare, a partire dagli anni ’60, si è assistito a un continuo perfezionamento delle tecnologie di produzione caratteristiche del Pecorino Sardo. Nonostante queste innovazioni, il formaggio ha sempre mantenuto un profondo rispetto per le radici tradizionali e l’antica arte della sua produzione.