Il nero di seppia è una sostanza che viene prodotta dalle seppie e da altri cefalopodi come difesa contro i predatori. Si tratta di un liquido scuro e denso, composto da melanina e altre molecole, che ha la capacità di colorare e insaporire i piatti a base di pesce e di pasta. In passato lo si usava come inchiostro, oggi viene perlopiù utilizzato in cucina. L’uso del nero di seppia per cucinare ha origini antiche e si ritrova in diverse culture gastronomiche.
Già gli antichi Greci e i Romani lo utilizzavano per preparare salse e condimenti, come il garum, una salsa di pesce fermentato molto apprezzata nell’antichità. Nel Medioevo, il nero di seppia veniva già usato come colorante per diverse pietanze, per creare suggestivi effetti cromatici e decorativi. In Italia, una delle prime testimonianze dell’uso del nero di seppia nella pasta si ritrova nel libro “De honesta voluptate et valetudine” di Bartolomeo Platina, scritto nel XV secolo, dove si descrive una ricetta simile alle tagliatelle al nero di seppia.
Nel corso dei secoli, il nero di seppia è stato valorizzato soprattutto nella cucina marinara, soprattutto nelle regioni costiere, dove era facile reperire le seppie fresche. Tra le ricette più famose, ci sono i risotti al nero di seppia, tipici della cucina veneziana e ligure, le ricette di spaghetti al nero di seppia, diffuse nella cucina napoletana e siciliana, e le polpette al nero di seppia, tipiche della cucina pugliese. Con la ricetta che stiamo per proporvi, infine, riuscirete a stupire i vostri ospiti con un primo piatto davvero speciale!