I vol-au-vent sono dei piccoli pasticcini salati di pasta sfoglia, ripieni di varie farciture: si prestano bene come antipasto o finger food. Da dove viene questo nome così particolare e come sono arrivati in Italia? La storia dei vol-au-vent inizia nel XVIII secolo, quando il cuoco francese Marie-Antoine Carême li inventò per il re Luigi XV. Il nome significa letteralmente “vola al vento“, perché la pasta sfoglia si gonfia in forno e diventa leggera, friabile e croccante.
Carême era famoso per le sue creazioni artistiche e raffinate, che spaziavano dai dolci alle torte salate. I suoi vol-au-vent all’epoca erano considerati dei veri capolavori, venivano decorati con fiori, foglie e figure di pasta sfoglia.
La tradizione dei vol-au-vent si diffuse presto in tutta Europa, arrivando anche in Italia, dove furono adattati agli ingredienti locali. In genere, i vol-au-vent italiani sono più piccoli di quelli francesi e hanno ripieni più semplici e rustici, come funghi, prosciutto, formaggio, verdure o ragù.
In diverse regioni italiane ci sono specialità simili ai vol-au-vent, anche se con nomi diversi: ad esempio, in Piemonte si chiamano bignè salati, in Emilia-Romagna tortellini fritti. Nella ricetta che stiamo per proporvi, per mantenere al meglio la farcitura di patate suggeriamo di arricchirla con del formaggio cremoso, come la crescenza o lo stracchino.