La zuppa di fagioli rappresenta una delle autentiche tradizioni culinarie italiane, emblema di una cucina umile e radicata. Questo piatto si basa su fagioli e ha il privilegio di possedere numerose interpretazioni, le quali variano di zona in zona all’interno del nostro Paese. A titolo d’esempio, la zuppa di farro e fagioli è una preparazione tipica della Toscana, mentre a Roma è celebre la variante arricchita con cotiche di maiale.
Nel mondo antico, le civiltà greca e romana avevano un debole per i legumi. I fagioli, chiamati fagioli dall’occhio o vigne, rappresentavano solo una parte di questa varietà. La vera svolta avvenne con la scoperta dell’America, quando furono introdotte le numerose varietà di fagioli che conosciamo oggi. Questi legumi trovarono una diffusione velocissima in Europa, già nei primi decenni del XVI secolo, spargendosi nel Veneto, in Francia, in Germania e in Ungheria. La loro popolarità era tale che persino il pittore Annibale Carracci, nel 1585, scelse di raffigurare il momento in cui si mangiano i fagioli in uno dei suoi quadri di genere. In questa opera infatti viene ritratto un piatto molto amato dalla gente comune.
La zuppa di fagioli, originariamente concepita come un pasto semplice per i contadini che partivano al mattino per lavorare nei campi, era preparata in modo rudimentale. Si mettevano i fagioli in una pentola di terracotta insieme all’acqua piovana. Questi si lasciavano cuocere lentamente sul fuoco, senza richiedere una continua supervisione durante il processo di cottura.
Tra le tante varianti più moderne e contemporanee di questo delizioso piatto, ricordiamo anche la zuppa di fagioli e zafferano. Questa deliziosa preparazione è molto apprezzata per via del suo sapore unico che permette di avere un’esperienza gastronomica diversa dal solito.